Curami, curami, curami prenditi cura di me.
Che ti venga voglia di me.
Giovanni Lindo (sono sempre i migliori ad andarsene)
Curami, curami, curami prenditi cura di me.
Che ti venga voglia di me.
Giovanni Lindo (sono sempre i migliori ad andarsene)
1.
Lui: Cosa c’e'?
Lei: Niente!
2.
Lui: Forse ho detto qualcosa?
Lei: No!
3.
Lui: Forse non ho detto qualcosa?
Lei: No!
4.
Lui: Forse ho fatto qualcosa?
Lei: No!
5.
6.
Lui: Forse ho detto qualcosa di una cosa che ho fatto ma non dovevo fare o forse dovevo fare in diverso modo, piu’ adeguato al tuo modo di vedere le cose??
7.
Lei: Forse!
Lui: Lo sapevo!
Capelloni e (probabilmente) drogati, ma simpatici: consiglio vivamente l’ascolto
http://it.youtube.com/watch?v=SZ_VZBaU1Zs&feature=related
Atomsko Sklonište
Yellow umbrella (Žuti kišobran)
I have bought myself a present
Little yellow umbrella
To substitute sun when rain falls
I bought myself a plastic doll
To substitute you, darling, when night falls.
In warm room I blow it up
I dandled gently, exactly how much needs
Taking care not to fall in love
When morning came I blow it off
Because everything it gave me
Was like with you
Vagina manipulation
Cliente contento, truppa contenta, io me ne vado a Firenze due giorni, giovedì suono e settimana prossima potrebbero succedere altre cose interessanti. Inoltre ho il fondato sospetto di avere schivato un fulmine che “purtroppo” [1] ha beccato un passante.
Se non fosse che sono chi sono, dovrei ammettere, a me stesso e al mondo, che sono felice. Ovviamente negherò tutto.
[1] ehehehe
Consiglio vivamente a chi, passando a Milano, volesse mangiare bene ad un prezzo accettabile, e perché no cercare ispirazione a causa di proprie velleità artistiche[1], di frequentare il ristorante giapponese konoka di via Pomponazzi 9.
Alternativamente, in seconda istanza e per le stesse ragioni, uno dei ristoranti giapponesi di corso lodi per poi finire a bere una birra al Tortuga (Corso Lodi, 13): una bella atmosfera rilassata e spartana e, sopratutto, ottima musica (qualche volta anche dal vivo)
[1] questa la spiego un’altra volta, visto che me l’hanno vietato.
Fare il turista nella propria città è una condizione paradossale ma interessante. Ti dà la scusa di fare lunghe passeggiate, parlare lingue poco conosciute e ascoltarne di sconosciute. Ho scoperto che ci sente stranieri in posti noti: non sai quale personaggio rappresenta la statua che ti indicano, o perché un’altra rappresenta un santo con una accetta sulla testa (sant’Eustorgio?)
Ho confuso il 1948 con 1848, 1861 con 1870 e 1946 con 1948. Oltre Vittorio Emanuele III col secondo e Umberto primo col re di maggio.
Insomma è stato divertente
Prendi o Filostene, mio discepolo, perché non v’è altra certezza nella vita che il suo termine. Prendi ed ancora prendi finché puoi, e prendine a mani aperte, che ti venga l’uggia del prenderne, ma prendine ancora e non fermarti che per avere dubbi c’è tempo lunghissimo
Le informazioni sulla band[TM], che stavano monopolizzando questo blog, saranno presenti sul nuovo blog