Stranger in a stranger land (“idemo jesti” ‘till “idemo doma”)

Fare il turista nella propria città è una condizione paradossale ma interessante. Ti dà la scusa di fare lunghe passeggiate, parlare lingue poco conosciute e ascoltarne di sconosciute.  Ho scoperto che ci sente stranieri in posti noti: non sai quale personaggio rappresenta la statua che ti indicano, o perché un’altra rappresenta un santo con una accetta sulla testa (sant’Eustorgio?)

Ho confuso il 1948 con 1848, 1861 con 1870 e 1946 con 1948. Oltre Vittorio Emanuele III col secondo e Umberto primo col re di maggio.

Insomma è stato divertente 🙂

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