M’illumino di meno (buttiamola in politica)

Premetto che  “M’illumino di meno” mi sembra una inutile cazzata populista. Nulla di scandaloso parteciparci, per carità, ma neanche nulla di realmente  utile. Nonostante ciò la ringrazio, perché  quel poco di senso di sinistra che mi rimane è stato corroborato da alcuni commenti letti nella “blogosfera“.

Che la libertà individuale (se ci collochiamo in un orizzonte libertario, beninteso) non può essere messa in discussione, inclusa la libertà di chi, pagandone il costo, “spreca”.

Questa affermazione, che credo riassuma bene il concetto di destra economica, mi fa orrore. Anzi di più, la trovo insensata. Si afferma sostanzialmente che, senza limite alcuno, almeno di buon senso, si debba avere economicamente una libertà assoluta. Compresa quella, per dire, di comprare dei Picasso, o delle Bibbie di Gutemberg, per bruciarle per scaldarsi, o per semplice divertimento.

Ha apparentemente più senso la preoccupazione relativa alle riserve minerarie ed energetiche. […]queste risorse sono effettivamente non riproducibili […]il problema è assai meno grave di quello che può apparire […]Se il prezzo dei carburanti continuerà a crescere, si passerà ad altri metodi di produzione dell’energia[1].

Questa invece, oltre ad essere una idea altrettanto liberista immagino, è una piccola verità che nasconde una grande bugia . A me pare la dimostrazione lampante che gli economisti non capiscono niente di fisica, di tecnologia e di sistemi complessi.

E credo neanche di economia visto che in questo ragionamento non si tiene conto di quanto può costare una conversione energetica.

Spiego.

La piccola verità. Gli uomini hanno bisogno di scaldarsi, mi limito a questo per semplicità, chiaramente continuerebbero a tentare di scaldarsi anche in assenza di combustibili fossili, cercando qualche altra modalità sostitutiva. Il fatto che l’assenza sia dovuta al costo troppo alto è solo una tra le possibilità, ed in realtà c’entra poco ai fini del mio discorso.

La grande bugia. Il costo[2] del cambiamento energetico dipende fortemente da quale modalità, ovvero quale tecnologia e con quale tempistiche, si utilizzerà per scaldarsi. Nel caso peggiore che mi viene in mente, il ritorno improvviso all’uso esclusivo della legna, i costi sarebbero altissimi e la nostra civiltà non sopravviverebbe.  Aspettare che il petrolio costi troppo per pensare cosa fare contro una potenziale penuria energetica, mi pare una strategia intelligente quanto quella di aspettare di vedere il fumo provenire dalla propria casa prima di fare qualcosa per prevenire gli incendi. Concludendo considero l’idea che il mercato, da solo, riesca a determinare i cambiamenti tecnologici una sciocchezza pericolosa.

[1]  è vero che ci sono svariati modi per ottenere energia, ma nessuno è in questo momento pronto per sostituire, immediatamente e allo stesso prezzo, i combustibili fossili.

[2]  misurato in mega morti per scelta (del cazzo) fatta

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2 Risposte to “M’illumino di meno (buttiamola in politica)”

  1. Ted Says:

    E degli ambientalisti di ‘sto cazzo “che però i generatori eolici rovinano il paesaggio” ne vogliamo parlare? Eh? Eh?

  2. bob Says:

    Potrebbe essere il tema del prossimo pippone(cit .mau.) in effetti.

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