Archive for the ‘sinistra’ Category

M’illumino di meno (buttiamola in politica)

febbraio 15, 2010

Premetto che  “M’illumino di meno” mi sembra una inutile cazzata populista. Nulla di scandaloso parteciparci, per carità, ma neanche nulla di realmente  utile. Nonostante ciò la ringrazio, perché  quel poco di senso di sinistra che mi rimane è stato corroborato da alcuni commenti letti nella “blogosfera“.

Che la libertà individuale (se ci collochiamo in un orizzonte libertario, beninteso) non può essere messa in discussione, inclusa la libertà di chi, pagandone il costo, “spreca”.

Questa affermazione, che credo riassuma bene il concetto di destra economica, mi fa orrore. Anzi di più, la trovo insensata. Si afferma sostanzialmente che, senza limite alcuno, almeno di buon senso, si debba avere economicamente una libertà assoluta. Compresa quella, per dire, di comprare dei Picasso, o delle Bibbie di Gutemberg, per bruciarle per scaldarsi, o per semplice divertimento.

Ha apparentemente più senso la preoccupazione relativa alle riserve minerarie ed energetiche. […]queste risorse sono effettivamente non riproducibili […]il problema è assai meno grave di quello che può apparire […]Se il prezzo dei carburanti continuerà a crescere, si passerà ad altri metodi di produzione dell’energia[1].

Questa invece, oltre ad essere una idea altrettanto liberista immagino, è una piccola verità che nasconde una grande bugia . A me pare la dimostrazione lampante che gli economisti non capiscono niente di fisica, di tecnologia e di sistemi complessi.

E credo neanche di economia visto che in questo ragionamento non si tiene conto di quanto può costare una conversione energetica.

Spiego.

La piccola verità. Gli uomini hanno bisogno di scaldarsi, mi limito a questo per semplicità, chiaramente continuerebbero a tentare di scaldarsi anche in assenza di combustibili fossili, cercando qualche altra modalità sostitutiva. Il fatto che l’assenza sia dovuta al costo troppo alto è solo una tra le possibilità, ed in realtà c’entra poco ai fini del mio discorso.

La grande bugia. Il costo[2] del cambiamento energetico dipende fortemente da quale modalità, ovvero quale tecnologia e con quale tempistiche, si utilizzerà per scaldarsi. Nel caso peggiore che mi viene in mente, il ritorno improvviso all’uso esclusivo della legna, i costi sarebbero altissimi e la nostra civiltà non sopravviverebbe.  Aspettare che il petrolio costi troppo per pensare cosa fare contro una potenziale penuria energetica, mi pare una strategia intelligente quanto quella di aspettare di vedere il fumo provenire dalla propria casa prima di fare qualcosa per prevenire gli incendi. Concludendo considero l’idea che il mercato, da solo, riesca a determinare i cambiamenti tecnologici una sciocchezza pericolosa.

[1]  è vero che ci sono svariati modi per ottenere energia, ma nessuno è in questo momento pronto per sostituire, immediatamente e allo stesso prezzo, i combustibili fossili.

[2]  misurato in mega morti per scelta (del cazzo) fatta

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Controtendenza

febbraio 12, 2010

Non è che devi per forza dare la tua opinione su tutto

novembre 5, 2009

“antiche tradizioni come quella del crocifisso non possano essere offensiva per nessuno” (Bersani)

Pierluì non è che per favore, prima di far girare inutilmente le balle a qualche milione di persone molte delle quali probabilmente ti votano, quanto ti fanno domande del genere stai semplicemente zitto? Occupati di economia e di lavoro che di quello ti intendi.

Come già scritto da molti altri nella blogosfera, a me messo in certi luoghi invece offende[1]. Sarebbe lungo spiegarti il perché e temo non capiresti, il riassunto è “laicità dello stato”, appena capita fattelo spiegare da Marino. Questo per dimostrarti che hai detto una vaccata, ora cortesemente segui il bonario consiglio che ti si vuole bene lo stesso.

[1] in logica per dimostrare che un “per ogni x allora x ha la proprietà y” è falso, basta mostrare un x che non la ha.

Sosteniamo i compagni del Ghandi (compagni?)

ottobre 16, 2009

ghandiculturaghandigruppo
spesamilitare

[Scritte]Obey

agosto 29, 2009

Obey

[Scritte] Combat!

agosto 23, 2009

Political1political2

Disagi in Italia: lo “Sbattezzo” su l’Unità

luglio 30, 2009

Sia chiaro, signora Binetti, che lei sia a disagio per un fumetto su un argomento da lei considerato controverso come lo “sbattezzo” non mi stupisce, né mi stupisce che lo siano Castagnetti e tutti i suoi compagni. Absit iniuria verbis:  in altre condizioni non avrei osato chiamarla “compagna” di alcuno.

Mi stupiscono, e mi interessano, di più altre faccende che vado brevemente a elencare (conscio del fatto che con tutta probabilità non leggerà queste mie, ma nella speranza che comunque a qualcosa serva)

La doverosa premessa è che io faccio parte delle circa tremila persone iscritte all’UAAR e che, immagino, sono state piacevolmente stupite di sapere dell’esistenza, o leggere, quel fumetto.

  • l’Unità vive grazie ai fondi parlamentari elargiti dal PD, il sottile, ma chiarissimo, tono intimidatorio della lettera non mi è piaciuto. Non mi è piaciuto come simpatizzante di sinistra, come lettore de l’Unità e come fautore della libertà di stampa.
  • Io, come alcuni altri milioni di persone in Italia, non ho una religione (per la precisione sono ateo) Da alcuni decenni mi sento a disagio per le pubbliche ed inopportune, a mio avviso, esternazioni cattoliche a cui sono obbligato ad assistere, se non addirittura a volte costretto a partecipare, in questa nazione. Non sto parlando di disagio retorico ma di vero e proprio disagio intellettuale, con deboli side effect fisici quali la rototraslazione dolorosa delle gonadi.  Signori, a quale giornale devo rivolgermi per lamentarmi di tale sindrome? Quale parte politica potrà aiutarmi a combatterla?
  • Le difficoltà nel completare la procedura di sbattezzo descritte nel fumetto sono principalmente dovute all’inerzia sociale italiana, non certo alla legge e ai regolamenti. E’ un dovere di ogni associazione privata, e faccio notare che contestualmente questo e nient’altro è la chiesa cattolica, avere un trattamento dei dati personali in accordo col possessore degli stessi. Al netto di ogni questione di dottrina morale o tradizionale “sbattezzarsi” è l’equivalente del costringere il partito XY, o la bocciofila ZK, a toglierci dall’elenco degli iscritti. Se non fosse che l’associazione in questione – la Chiesa Cattolica Apostolica Romana – per motivi che considero misteriosi, ha un trattamento di favore e particolare, il diritto sopra descritto sarebbe considerato ovvio da tutti. Quando mi hanno parlato, 10 e passa anni fa, della procedura per ottenere una regolamentazione in merito mi sono stupito ci volesse una legge particolare per ottenere una cosa che mi pareva, e mi pare, un diritto basilare. Non basta la costituzione per affermare che si possa decidere di uscire da una associazione privata quando si vuole,  e senza dover necessariamente spiegarne le ragioni?
  • Compagno Bersani, signor Franceschini, dottor Marino, mi permetto una domanda. La Binetti ce la dobbiamo tenere per forza? Quale dottore ce l’ha prescritta, Mengele?

Il compagno Fini

maggio 18, 2009

Leggo e sottoscrivo il buon snow. Nell’aderire al

comitato promotore “Per Gianfranco Fini leader del centro-sinistra” e all’associazione culturale “Aridatece Walterino nostro”

propongo alcune idee per il nome del nuovo partito che andrà a sostituire il PD, proponendo fini come leader.

  • “A destra con Gramsci”
  • “Ordine, terra e libertà”
  • “Rock ed anarchia

“O li o li o la
E la lega la crescerà
E noialtri socialisti
Vogliamo la libertà”

CANTO SOCIALISTA – LA LEGA

L’uomo qualunque strikes back

maggio 9, 2009

Ho deciso, non andrò a votare né alle europee né al referendum. Perché dovrei perdere tempo a decidere se preferisco il (presunto, perllamordelcieloeddiddio) puttaniere o il figlio del prete? Perché dovrei interessarmi della politica di un paese in cui l’unico argomento che provoca interesse è la (aridinuovo presunta…) attitudine alla fellatio delle “”””amiche”””” dei  potenti? Perché mi dovrei appassionare a temi referendari di cui dovrebbero occuparsi dei seri politologi di tutte le fazioni e non l’uomo quadratico medio di cui sono fulgida rappresentanza?

Volete questi governanti?, ebbene ve li meritate, io fuori mi chiamo.

(si potrà fare uno scambio culturale ed andare a votare in un posto più serio? Mi accontento anche degli Stati Uniti)

Massime e scampoli (Liberazione)

aprile 26, 2009

Secondo La Russa “I partigiani non vanno celebrati come liberatori”.

In effetti non hanno ancora finito il lavoro.

Spinoza, un blog serissimo